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Zanterius Veritur
Luogo di Nascita Aoshiba
Sesso Maschile
Razza Umano
Età 25
Allineamento Legale Malvagio
Linguaggi Conosciuti Infernale,Draconico,Goblin,Gnoll

Descrizione Modifica

Un bel giovane dai tratti dell'Est, castano con gli occhi azzurri. Alto circa 185cm, si presenta come una persona dal fisico medio. Le movenze sono sicure e precise, seppur conservando pacatezza ed estrema calma. Si nota molto facilmente che è destrorso, e presenta una lunga cicatrice che gli percorre tale braccio, dalla spalla al gomito. Emana un pungente odore di prodotti alchemici. Estremamente cauto e calcolatore nelle decisioni, Zanterius si pone con le altre persone in modo gentile ed accondiscendente nella maggior parte dei casi. E' dotato di uno spiccato senso del dovere nei confronti della famiglia, tuttavia tende a perseguire i propri scopi personali con tenacia, che alle volte può trasformarsi in ferocia. I suoi scopi sono tendenzialmente custoditi gelosamente, esattemente come i risultati delle proprie ricerche. Dimostra accenni di altezzosità quando discute riguardo le materie che egli meglio conosce, e spesso si pone in situazione di contrasto con altri incantatori che non reputa degni di tal nome, come gli stregoni, considerandoli troppo confusionari e plagiati dal loro stesso potere incontrollabile. Tende a considerare tutto ciò che è al di fuori della propria famiglia come barbarie, e detesta quanto più può tutto ciò che conduce alla perdita di controllo delle proprie facoltà mentali. Bramoso di potere, seppur strettamente legato agli affari familiari e alla famiglia stessa, considera le razze all'infuori di quella umana al pari di schiavi o di semplici mezzi da sfruttare per perseguire i propri scopi. Difficilmente tende a dare fiducia al prossimo.


Tratto dagli scritti di Ermann Veritur, storiografo della famiglia Veritur. Modifica

Un sipario nero si apre sulla storia della famiglia Veritur: la conoscenza dei fatti che innalzarono tale famiglia tra le più influenti sfere della magocrazia di Thay è avvolta in una coltre di nebbia e mistero.

Tutto quello che è dato sapere alle orecchie degli uomini è che una grande eruzione di flusso magico diede vita ad una Creatura d'Ombra, la quale, narrano gli ipocriti e gli invidiosi, diede inizio all'ascesa della famiglia.

Le nostre leggende raccontano che il capostipite dei Veritur fosse un grande arcimago, proveniente dalle lontane terre di Kara-tur. Egli guidò la sua mente fino i confini del Thay, desiderando intimamente il potere nascosto tra i suoi bastioni e le sue alte torri. L'arcimago giunse guidando una schiera di esseri immortali, ben distanti da quelli che oggi chiamiamo non-morti: assai più potenti essi mantenevano la propria personalità, perseguendo tuttavia il volere del nostro patrono, il cui nome è andato perduto nel tempo.

Il tempo ha consumato molto più di quanto qualunque libro o biblioteca possa contenere, logorando le nostre stesse memorie. Nonostante ciò, la storia certa della sacra famiglia Veritur è ben nota tra le terre del Thay, giacché essa, a dispetto delle invidie, dei tradimenti e dei colpi di mano che continuamente scuotono le nostre terre, è riuscita a sopravvivere accrescendo il proprio potere all'interno della casta Magocratica.

Tutto quello che conosciamo e possediamo lo dobbiamo a Treive Kal Veritur, il genitore dell'attuale patriarca Arintev Veritur. Egli riuscì a mantenere l'equilibrio interno all'accademia per il tempo più lungo che le nostre memorie possono ricordare. Temuto e riconosciuto in ogni luogo come uno dei più potenti maghi di Abeir-Toril, Treive riuscì ad accumulare un'enorme quantità di ricchezze e potere sottomettendo, seppur per un tempo limitato, le altre famiglie della nostra regione, costringendole all'ordine e alla disciplina e riuscendo incredibilmente a incatenarle alla collaborazione. Proprio questo fu il mezzo attraverso il quale Treive Kal Veritur innalzò il nostro nome tra i maggiori esponenti delle torri. Il capostipite conquistò molti territori, spingendosi sino i confini del Rashemen, ed estendendo il suo dominio sul fronte opposto fino alla Via dell'Oro.

Molto è andato perduto di quella ricchezza e di quella potenza di cui eravamo portatori: un colpo di mano guidato dalla famiglia Akreeneth scalzò dal trono accademico il nostro ex-patriarca, radunando con l'inganno le genti del Rashemen e spingendole alla rivolta contro il nostro controllo. Con un'azione combinata delle altre Famiglie, gli Akreeneth si impossessarono dell'accademia e, ricorrendo ad un rituale, bandirono Treive Kal Veritur in un luogo lontano dal piano materiale.

obliato ed irraggiungibile a qualunque mente, se non a quella di un Dio. Gli Stolti credettero in questo modo di aver distrutto completamente la Sacra famiglia Veritur, ma mai errore fu più fatale... si crogiolarono nella loro convinzione di superiorità, cani bastardi grassi e schifosi, perdendo lentamente di vista gli esponenti rimasti della famiglia, i quali si dispersero entro i loro domini nell'Est. Nessuno poteva immaginare che il ex-reggente accademico, patriarca della famiglia Veritur ed indiscusso dominatore delle terre del Thay, potesse aver avuto, in gran segreto, un figlio: Arintev Veritur. Egli, ancora infante, vide scorrere fiumi di sangue avanti i suoi occhi... i Veritur, nonostante le loro abilità erano braccati in ogni dove dall'inquisizione indetta dalle famiglie ribellatesi alla reggenza precedente... in molti vennero uccisi, torturati, le loro teste fatte fluttuare a monito della loro prossima distruzione. Ma ogni evento è compreso in uno spazio ben preciso di tempo, e così per quanto le memorie dei maghi possano essere allenate al ricordo, il danaro e lo stesso potere che furono alla base della nostra distruzione, possono annebbiare i sensi e le percezioni... persino quella del tempo. Tutto, venne dimenticato... e a poco a poco i roghi dell'inquisizione cessarono di bruciare i corpi dei nostri familiari, che lentamente ed in gran segreto tornarono a riunirsi. Erano nascosti in lande molto distanti da Thay, raggruppati in un piccolo villaggio di nome Aoshiba. Trent'anni erano trascorsi dai “giorni del massacro”, Arintev Veritur era stato cresciuto con gli insegnamenti dei pochi sopravvissuti, i suoi pensieri resi fertili dal desiderio di vendetta, il potere ereditato dal proprio genitore, coltivato con lo stesso Odio che i nostri nemici ci riservarono. Tutto era pronto per abbattere con il maglio della vendetta quegli stessi uomini che avevano tradito la nostra famiglia... molti accorsero alla chiamata che i Veritur lasciarono si diffondesse nelle terre circostanti: non solo alcuni uomini del villaggio di Aoshiba, ma molti uomini risposero all'appello che Arintev Veritur, nuovo patriarca della Sacra famiglia, fece echeggiare in ogni dove. Tutti erano continuamente vessati dalle azioni infami che gli Akreneeth e le altre famiglie compievano qua e là per le lande che circondano Thay: rapimenti continui, tasse elevate e scorribande di mercenari pagati al solo scopo di tenere basso il morale dei contadini. Facendo leva su tale sentimento di astio e promettendo loro grandi ricompense se l'azione fosse andata a buon fine, Arintev guidò nei mesi seguenti un assalto alle magioni e ai possedimenti dei Traditori Akreneeth, tagliando rapidamente ogni risorsa agli avversari, e liberando ogni schiavo che potesse combattere al loro fianco per abbattere la famiglia che trent'anni prima aveva condotto la rivolta contro i Veritur. La guerra fu logorante ed estremamente lunga, esattamente cinque anni di conflitto intenso, finché finalmente le mani della nostra Sacra famiglia furono saziate del sangue dei nemici, distrutti nel corpo e nello spirito. Tutto poteva essere riconquistato ora, ma il nostro patriarca decise di ritirare l'armata. Nonostante il dissenso dei familiari, la situazione non poté che convergere verso il desiderio del patriarca: gli uomini che parteciparono alla guerra, ormai liberi dalle vessazioni della Famiglia Akreneeth e stanchi degli anni di lotte passati lontano dalle famiglie, si disgregarono lentamente, tornando ai propri villaggi. L’azione svoltasi nei 5 anni di guerra, seppure violenta, fece risorgere almeno in parte l’antico potere della famiglia Veritur, la quale tornò nuovamente alla ribalta come uno dei nomi più influenti nel Thay, seppure rimanendo distaccata dalla politica interna alla stessa città, e ritirandosi in un volontario isolamento nei territori da essa controllati. Nei giorni che seguirono, Aoshiba, il villaggio che nei tempi più oscuri per i Veritur, aveva ospitato i sopravvissuti e successivamente aveva combattuto insieme alla famiglia, venne ampliata e fortificata trasformandosi in una cittadella, la quale ancora oggi vive, divenuta un’estensione dei domini di Thay verso Est. Le famiglie dei villaggi che un tempo servirono la causa dei Veritur vennero trasformate in casate cadette della famiglia, uomini e donne votati alla protezione della stessa, addestrati e nutriti con il potere dei Veritur, essi sono parte integrante della famiglia per la fedeltà che dimostrarono e che ancora oggi dimostrano. Nonostante il potere proprio della famiglia, la quale gestisce parte dei traffici provenienti dall’Est, essa fa capo agli Zulkir esattamente come tutte le altre famiglie. Szass Tam, patriarca delle famiglie riunite, negli anni che seguirono la guerra, nei quali la famiglia Veritur si riunì e tornò a crescere, diede il suo benestare nei nostri confronti, dunque lasciando che noi potessimo svolgere i nostri affari nella più assoluta indipendenza, seppure coordinati dall’alta torre della famiglia Zulkir.

Tratto dal diario di Zanterius Veritur: Modifica

Oggi, dopo numerosi anni passati tra studi, molteplici tentativi di omicidio di quegli stolti invidiosi dell’accademia, posso tornare ad Aoshiba, dai miei familiari. Sono passati 10 anni dalla guerra contro gli Akreneeth, e seppure l’influenza di mio padre nei confronti dell’accademia è stata in grado di farmi accedere tra le sue braccia… non nego che ho trovato alcuni “ostacoli”, da dover superare, con o senza forza, per ultimare i miei studi. Tutte le altre famiglie di Thay dubitano ancora della nostra fedeltà e volontà di esercitare il potere della città… e questo non fa che accrescere il mio astio nei loro confronti. Se la tenessero, la loro sporca città una volta per tutte e la smettessero, se proprio non riescono a pensare in grande, di inviare i loro messi presso Aoshiba, presso mio padre, il patriarca Veritur, chiedendo continuamente notizie sugli scontri nel fronte orientale dei nostri confini. Noi sappiamo come fare una guerra. Ricordo ancora quando con gli occhi di un bambino osservavo moltitudini di uomini venir schiacciate dalla correnti infuocate della trama modulata dai nostri nemici… e conservo un ricordo ancora più vivido, di quando mio padre, Arintev Veritur si sedette sul trono della magione Akreneeth, osservando il loro patriarca incatenato e inginocchiato avanti a se, abbattuto e distrutto in ogni angolo del suo “potere” presunto. Avevo al massimo 8 anni quando vidi tutto questo, ma posso giurare sulla mia anima immortale che mai e poi mai dimenticherò tali atti, come non potrò dimenticare della fedeltà che i molti dimostrarono verso il nostro patrocinio. Mi tornano alla mente i suoni dell’inizio del conflitto… urla che incitavano alla libertà, alla libertà dal giogo degli Akreneeth, e mille lame e lance alzarsi al cielo sbattendo tra loro col clangore del furore stesso, che si materializzava sottoforma di un suono schiamazzante… oh, come lo ricordo bene… mi viene ancora da sorridere quando ci penso, e il cuore, ancora vorrebbe battere con quello stesso ardore di un tempo… non so nemmeno come potrò ritrovare quel villaggio che vidi, Aoshiba… tutti ne parlano come una cittadella, un bastione di difesa e protezione sul versante Est dei nostri confini… io invece, ricordo solo un piccolo villaggio, circondato da sterminate risaie… è strano come il tempo difficilmente coincida con la memoria. Se penso ad esempio a quel giovane che badava alla mia incolumità fin da bambino… Khaaji dei Wechka. In tempo di guerra egli era sempre al mio fianco, un ventenne delegato alla difesa della mia persona. Ricordo persino che una volta il nostro campo venne attaccato, e costui pur di difendermi e non contravvenire alle parole di mio padre, si gettò nella mischia contro degli uomini armati brandendo solamente un randello raccolto in terra. Un pazzo forse, ma certamente il migliore dei pazzi. Difficilmente, in questi anni di studio sono riuscito a ritrovare qualcuno che desse un così alto valore al principio di fedeltà: in accademia, giornalmente si svolgevano mosse ed eventi volti esclusivamente a scalzare i propri manifesti o possibili avversari, sempre, continuamente, in uno straziante e continuo movimento circolare il cui unico scopo era quello di aumentare il proprio potere. E’ certo che tutti gli uomini bramano il potere, forse anche il fedele Khaaji Wechka, ma esiste una differenza cruciale tra tutti gli uomini: quelli che accettano la propria posizione e ne onorano la causa, onorando anche se stessi, e quelli che disprezzano a tal punto la propria esistenza, da far si che diventino “schiavi” della brama, lentamente consumando le proprie esistenze alla ricerca di un sogno. E’ con questi pensieri che mi dirigo nuovamente verso Aoshiba, e il sobbalzare della carrozza non fa che aumentare il flusso di questi ricordi… con la stessa intensità, sento la mia fine arte arcana essere cresciuta in me e il mio destino avvicinarsi, passo dopo passo a quello delineato da mio padre. Non nego di essere ispirato dalla sua saggezza: ogni suo movimento sulla scacchiera degli eventi ha riportato almeno in parte, l’antico splendore della nostra famiglia, riconquistando il benestare degli Zulkir, seppure mantenendo la nostra individualità familiare. Le porte di un nuovo inizio vanno aprendosi in fronte ai miei passi… ho deciso che resterò ancora qualche tempo ad Aoshiba, di modo che possa apprendere quanto più mi sia possibile dalle scritture di mio padre, ed aiutarlo nella gestione delle risorse umane e materiali del nostro dominio… almeno avrò anche una “merce” di scambio per permettermi di ripartire, magari tra qualche anno, e viaggiare attraverso Abeir, così da accrescere il mio potere… già, il potere è un veleno dolce e mortale al tempo stesso… una pianta difficile da coltivare: dategli troppe attenzioni ed essa infesterà le vostre vite, soffocandole… dategliene troppe poche ed essa avvizzirà prima che ve ne rendiate conto.


Curiosità Modifica

  • Quando riflette su un qualche evento,piega sempre la testa verso la spalla destra.
  • Passa la maggior parte del suo tempo a leggere libri.
  • Non beve alcolici,credendo che annebbino troppo la mente umana,bene da tutelare costantemente.

Gesta Modifica

  • Ha ucciso il minotauro Korgh Forticorna perchè aveva osato minacciarlo,rianimandolo in seguito come suo servo Non-Morto.
  • Ha avuto un ruolo fondamentale durante l'assalto dei Non-Morti,provenienti dalle fogne,a Baldur's Gate diventando famoso come uno dei Volontari che salvarono al città. Questi eventi lo portarono alla corte di Lord Nasher, al quale suggerì come poter risolvere la questione.
  • Ha salvato,assieme a Kael Ghaart,il tempio del canto del mattino vicino Beregost,dall'assalto dei servi di un misterioso Mago.
  • Ha aiutato il branco di Mannari delle campagne di Scornubel a redimere la loro madre Chalma,guadagnando il loro rispetto.
  • Dopo avere aperto le porte della Fortezza del Caos,ha sconfitto assieme a Zarbax, Naz'Jatar e Syran Revultis il Signore Del Caos Khrisalis, recuperando un'elmo di straordinaria potenza.
  • Ha fatto parte del gruppo che ha ucciso Shankarloth, il grande e potente Dragone Nero.
  • Ha estratto una carta dal rarissimo Mazzo dei Pericoli, di cui era proprietario.
  • E' noto per essere il Reggente dell'Enclave dei Maghi Rossi nei pressi di Triel.
  • Nel mese di Marphenot 1375 salva il paesino dall'attacco di un demone che usando poteri della non morte crea orde di zombie.
  • Nel mese di Marphenot 1375 salva e si impegna nell'assistenza ai feriti e alle genti del villaggio dopo un violento attacco ad opera di alcuni umanoidi mostruosi riorganizzando la struttura politica di Triel e la sua ricostruzione.

Non tutti sanno cheModifica

  • E' stato colpito da una potente maledizione che ha cambiato il suo aspetto in quello di un Non-Morto,infranta solo grazie ad un patto con gli Shadovar.
  • E' il padrone di Squibb di cui è molto fiero.
  • Ha vissuto alla Locanda del Grifone Verde,vicino Luskan, durante un periodo buio della sua vita.
  • Ad oggi possiede ancora una stanza alla Locanda del Grifone Verde, che paga regolarmente.
  • Ha stretto un patto con un diavolo della fossa chiamato Belzegor.
  • Ha dovuto sacrificare tutti gli abitanti delle campagne nei pressi di Scornubel a causa di un patto con Belzegor.
  • Insieme a due Ombre Rosse ha ucciso due Draghi Verdi Antichi che ora sono conservati nel laboratorio dell'Enclave

Dicono di Lui.. Modifica

  • E' il mio Signore. A lui la mia vita, il mio rispetto, la mia Fedeltà - Khaaji Wechka
  • Non ha un buon calore. Non lo possiede. Non lo possiederà mai - Ssinesshratt Hssknith
  • E' un Thayan, ma almeno é educato. - Torie Faynt
  • Sufficientemente garbato, accomodante. Un brillante conversatore, senz'ombra di dubbio, e quei suoi modi cortesi e pacati celano un cervelletto deliziosamente contorto e manipolatore. Dovrebbe solo smorzare quell'odiosa sete di potere, che prima o poi rischierà di essere la sua rovina.... - Isabella de Leyva y Castillon
  • E' un umano, con tutti i limiti della sua imperfetta razza. E' anche un mio compatriota e questo me l'ha insegnato lui. Sono molto poche le creature che possono insegnarmi. - Vivienne Blu XIII
  • Un mago Rosso, quindi non aspettarti nulla di chè. Arrogante e presuntuoso, e si crede superiore sempre e comunque, come tutti i maghi, quindi non è poi stà gran novità: è uno stereotipo vivente, sai che noia. Credo, inoltre, che si nutra di attenzione altrui, quindi se lo ignori, magari appasisce e muore - Lorn Teannard
  • E' RossoOooOOooooo!!! - Coco Largent
  • Un ottimo socio. E' serio abbastanza da non mandare a monte gli affari con il suo orgoglio Thayan, tenendolo perfettamente a bada. - Syran Revultis
  • Egli ordina e Io eseguo. Fyrra
  • Un delizioso esempio di ciò che può fare un grande potere magico ed un umano che non teme le conseguenze dell'usarlo. E' un Mago Rosso e se saggezza o intelletto ne hai a sufficienza, imparerai a temerlo, o ucciderlo prima che lui uccida te. Perché tremi, ora? Leonard

Contatti Modifica

  • Skype – gentleman19490
  • MSN – Tripleh90@hotmail.it

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